A marzo il nuovo album di Madonna

16 dicembre 2011 in News

Madonna ha annunciato che il suo prossimo album uscirà a marzo, come parte di un accordo discografico di tre album per la Interscope Records. Il nuovo disco, il primo da quattro anni, è stato completato. Il primo singolo estratto dall’album si chiamerà “Gimme all your luvin”, e sarà distribuito l’ultima settimana di gennaio prima della sua apparizione al Bridgestone Halftime Superbowl del 5 febbraio. Per quella occasione Madonna collaborerà con il Cirque du Soleil, con il coreografo Jamie King, e con artisti dal Moment Factory.

Walter Savelli – “Enarmonia” (recensione)

5 dicembre 2011 in claudio baglioni, Recensioni

«Ciao a tutti! Oggi vorrei parlarvi del nuovo singolo di Walter Savelli. Walter Savelli, per chi non lo conoscesse, è un pianista conosciuto soprattutto per essere il pianista storico di Claudio Baglioni, però è anche un musicista indipendente: uno dei primi – se non addirittura il primo – ad aver pubblicato un brano su iTunes italiano. Recentemente ha pubblicato un nuovo singolo che si chiama “Enarmonia” e di cui vi parlerò adesso. Che cosa significa, intanto, enarmonia? Enarmonia è un termine strettamente musicale: per chi non conosce la musica diciamo che il termine enarmonia indica un’ambiguità musicale, cioè il fatto che una nota – ad esempio – possa assumere un significato diverso a seconda del contesto nel quale si trova, e questa particolarità è usata soprattutto per cambiare tonalità, ad esempio, in modo dolce. Insomma: senza creare traumi all’ascoltatore.

Il brano è in due versioni: una versione pianistica e una versione rock. Comincerò parlandovi della versione pianistica. Nella versione pianistica potete sentire chiaramente l’influenza classica di Walter Savelli, pur essendo lui un musicista dichiaratamente pop. La melodia è molto semplice, e in questo consiste il fatto che è comunque un brano pop – quindi “leggero” – però, nel modo in cui Walter Savelli compone questa melodia, si sente moltissimo la sua influenza classica. Già il fatto di aver utilizzato nel titolo un termine tecnico strettamente musicale, insomma, ci dà indicazione della sua formazione classica. Quindi c’è questo doppio binario che caratterizza in modo particolare il brano.

La versione rock, invece, ha un altro spirito. Pur mantenendo la stessa melodia, Walter Savelli fa un’operazione molto interessante, cioè mescola diversi tipi di atmosfere: non è semplicemente una versione soltanto rock, perché ci sono tre elementi che lui mescola. Il primo è quello che abbiamo già visto della musica classica – quindi del suono classico del pianoforte – poi il secondo elemento è quello degli effetti sonori che sono “spaziali”: sono veramente avveniristici, quasi. Il terzo elemento è quello rock, proprio duro. Chitarre molto “chitarrose”, una cosa molto aggressiva, proprio… GRRR!!!

In entrambe le versioni, comunque, è un brano spettacolare. La cosa più affascinante è proprio confrontare le due versioni, che hanno la stessa melodia, però un’atmosfera completamente diversa. Io quindi vi suggerisco di scaricare questo brano nella doppia versione su iTunes. A questo punto una raccomandazione: Walter Savelli, come vi ho detto, è un musicista indipendente, quindi vi raccomando di comprare i brani nella versione originale, scaricandoli giustamente da iTunes. Per due motivi, essenzialmente. Il primo è un motivo morale: la musica si compra originale, soprattutto nel caso dei musicisti indipendenti che non hanno le spalle coperte da una grossa etichetta discografica. Il secondo motivo è pratico: se voi scaricate illegalmente la musica – o qualsiasi altra cosa – da un sito illegale, che vi propone gratuitamente il download, rischiate di infettarvi il computer con dei virus che sono cose molto poco piacevoli e, insomma, non fate comunque un buon servizio alla musica.

Detto questo, vi invito quindi a scaricare legalmente i brani da iTunes e… ci vediamo alla prossima! Ciao!».

Incontri musicali inattesi tra Portogallo e Polonia: l’associazione culturale d’Orfeu e Octavia

21 novembre 2011 in Il mio Portogallo, Pensieri e parole, Polonia muzyczna, Punti di vista

Recentemente ho scritto un articolo per Whatyoulove.it, in cui parlo del rapporto tra viaggio e musica, e vi invito a leggerlo.

Qual è la cosa che più affascina di un viaggio? Personalmente, credo che sia il fatto di esporsi all’inatteso, alla possibilità cioè di incontrare casualmente persone che mai si sarebbero potute incontrare stando a casa, e che in qualche modo mettono in discussione le convinzioni acquisite o fanno vedere sotto una luce nuova le cose già note.

Nel corso dei miei viaggi all’estero ho incontrato moltissime persone straordinarie, ma limitandomi a raccontare gli incontri musicali più interessanti, due sono quelli che mi vengono in mente per primi: quello con i musicisti dell’associazione culturale d’Orfeu, in Portogallo, e quello con Octavia, una brava cantante che ho conosciuto in Polonia.

Per saperne di più, leggete il mio articolo su Whatyoulove.it.

Air guitar: un concorso per chitarristi suonati.

7 novembre 2011 in News

Se spesso avete emulato i chitarristi rock pur senza avere una chitarra tra le mani, suonando uno strumento immaginario e dimenandovi come assatanati, c’è un concorso che fa per voi. Parte il 19 novembre da Rimini il Fisherman’s Friend Air Guitar Tour, manifestazione di air guitar per chi non sa tenere a freno il proprio esibizionismo da rockettaro. Mettendo in competizione performers che suoneranno chitarre immaginarie, il tour proseguirà poi per Treviso, Modena, Roma, Torino e Milano, e i finalisti di ogni tappa vinceranno subito una Fender Stratocaster (vera). Le esibizioni saranno votate da una giuria sul posto, ma anche dalle persone via internet, attraverso il sito della manifestazione. I più votati in assoluto dalla giuria e dal web saranno premiati con un viaggio per assistere al Campionato mondiale di Air Guitar che si terrà a Oulu in Finlandia.

Analisi musicale di “Mille giorni di te e di me”

22 ottobre 2011 in Analisi musicali, claudio baglioni

Alcuni mesi fa ero impegnato nella promozione del mio libro su Oltre, e nel fare le presentazioni in pubblico parlavo non solo del libro e del disco di Baglioni in generale, ma mi addentravo anche nell’analisi di alcuni brani a mio parere più significativi. Uno di questi è indubbiamente Mille giorni di te e di me, che oltre ad essere il brano più conosciuto di Oltre è anche uno dei più noti in assoluto all’interno del repertorio di Baglioni.

Questa analisi musicale di Mille giorni di te e di me è un momento della presentazione che ho tenuto lo scorso 18 giugno presso il negozio di strumenti musicali All for Music di Bologna. L’audio, purtroppo, non è di buona qualità. Per una trascrizione di ciò che dico potete andare al mio sito su Claudio Baglioni.

Mille giorni di te e di me – Analisi musicale

22 ottobre 2011 in Analisi musicali, claudio baglioni, Oltre

Analisi musicale di Mille giorni di te e di me, tratta dalla presentazione del mio libro su Oltre ad All for Music, Bologna, 18 giugno 2011.

Mille giorni di te e di me comincia con una melodia cullante [ascolto dell’introduzione con il pianoforte]. Questa parte che avete sentito, questa introduzione, è un movimento melodico altalenante. Se voi vedete lo spartito che ho messo qua c’è la melodia che dalla prima nota scende giù, poi sale su, scende giù… insomma, come a voler cullare l’orecchio dell’ascoltatore. Quindi già l’introduzione porta in questo ambito molto dolce.

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Anche qui a proposito di questa canzone c’è un aneddoto particolare, cioè il fatto che Pasquale Minieri [che ha prodotto “Oltre” insieme a Claudio Baglioni] – ancora lui – mi ha raccontato che questa canzone in realtà doveva far parte dell’album La vita è adesso del 1985. Infatti Minieri mi raccontava che nell’86, durante le prove di un concerto, Claudio gli disse: “Guarda, abbiamo fatto una versione orchestrale di questa canzone [che poi è diventata Mille giorni di te e di me], però adesso te la faccio sentire al piano”. E Minieri rispose: “Ma perché vuoi mettere l’orchestra? È bellissima così al pianoforte!”. Però Minieri diceva che questa versione che lui aveva sentito nell’86 era diversa da quella che era stata poi pubblicata nel ’90, e mi ha raccontato anche in che modo Baglioni compone le canzoni. Uno pensa: “Beh, oggi mi metto, scrivo una canzone, continuo a scrivere la canzone fino a quando non la finisco, poi ne comincio un’altra…”. No. Baglioni – mi ha detto Minieri – scrive delle cose cortissime di venti/trenta secondi, dei pezzi musicali di venti/trenta secondi. Comincia dalla musica, e le parole vengono veramente alla fine. Quindi lui fa venti/trenta secondi da una parte, venti/trenta secondi dall’altra… e Baglioni ha composto – mi diceva in questa intervista – tantissime di queste piccole cose. Vi leggo questo passo del libro, con le mie domande e le sue risposte.

Nella prima anticipazione su quello che sarebbe poi diventato Oltre, Baglioni rivelava a Topolino (luglio 1988) che il titolo del suo album successivo sarebbe stato A presto. C’era per caso una canzone intitolata così, tra le tante che erano state registrate? Perché questo titolo, all’epoca?

«Ti devo spiegare un po’ tutta la storia, perché così si capisce il perché di quel titolo. Allora, in pratica c’è tutta una procedura molto complicata per lavorare con Claudio. In una primissima fase lui mi portò a sentire – poi stavamo insieme ad Ansedonia in una casa – solo la parte musicale, ma scriveva tutte cose cortissime, di venti secondi. Ma tipo… fai conto… centoventi, centocinquanta al pianoforte, e un altro centinaio alla chitarra. Brevissime cose musicali di venti secondi, massimo trenta. Dopo, cominciammo a scegliere, fra tutti questi pezzi, quelli che ci piacevano, e a dargli una definizione nelle varie strutture della canzone. Cioè: questo brano di trenta secondi è bello come strofa, questo come inciso, questo come ponte. Tra l’altro in quella fase, al di là del lavoro, ho imparato molto: eravamo in due. Dopodichè provavamo a montare tutti questi pezzi in tutti i modi, fino ad arrivare alla fase dei pezzi finiti, che poi erano molto più di venti (poi ne verranno scelti venti). La fase del testo, per il suo modo di lavorare, arrivava proprio alla fine e, una volta che tutto il disco musicalmente era finito, lui per ben tre volte scrisse tutti i testi: non gli piacevano e li buttò, e li riscrisse daccapo».

Per tre volte?! Tutti?!

«Tutti. Per cui, A presto può essere una qualunque di queste fasi, ma sicuramente è in quelle canzoni che poi lui ha buttato – nei testi che ha buttato – perché poi riscrisse tutto, e alla fine scrisse Oltre».

Quindi il problema era fondamentalmente nei testi.

«Sì, noi siamo stati l’ultimo anno, in pratica, completamente fermi ad aspettare che lui finisse i testi: li ha riscritti tutti completamente daccapo».

Quindi, dicevo, Mille giorni di te e di me alla fine ha subito lo stesso processo, praticamente, perché era stata scritta moltissimo tempo prima, rifatta e aggiustata in diversi modi prima di diventare quella che noi conosciamo.

In questa canzone non c’è un ritornello vero e proprio. Per ritornello si intende una cosa che appunto ritorna, in cui musica e testo ritornano assolutamente uguali. Invece, nelle canzoni di quest’album questa cosa accade molto raramente ma, in particolare, in Mille giorni di te e di me lui utilizza un’altra tecnica per catturare l’attenzione dell’ascoltatore [segue ascolto di una parte della canzone]. Questo potrebbe sembrare un ritornello, ma in realtà non è un ritornello, perché il testo poi cambia. Sì, è una parte importante, però non è questa la vera… Di solito il ritornello è la parte più importante della canzone, quella che colpisce l’ascoltatore e cattura l’attenzione, ma non è il ritornello – in realtà – la tecnica che utilizza. Lui ne utilizza un’altra che è molto più sofisticata: adesso quando ci arriviamo ve la faccio sentire [il brano, intanto, continua a suonare]. Arriva questa parte, sta crescendo pian piano… ma non è questa. È bellissima: potrebbe sembrare la parte principale, ma in realtà non è questa. Sale, sta cominciando ad acquistare tensione… [il brano a questo punto raggiunge il punto in cui il testo dice: “Se c’è stato per davvero / quell’attimo di eterno che non c’è]. QUESTO è il momento cruciale della canzone! Lui ci ha fatto aspettare un sacco di tempo per dirci il titolo! È il titolo il momento cruciale, più importante di tutto quanto. E che cosa succede? Qua succedono un mucchio di cose! Questo è il clou, il momento topico, perché intanto adesso arriva il titolo, “Mille giorni di te e di me”, che dice soltanto in questo punto della canzone. In tutto il resto della canzone lui non dice “Mille giorni di te e di me”, lo dice soltanto in questo punto che adesso stiamo per sentire. Però, prima di dire “Mille giorni di te e di me”, che cosa fa? C’è lo stop. Punto di drammaturgia musicale: questo qui è il colpo di scena, la fine. Ci sono tutti gli strumenti che si fermano: “Quell’attimo di eterno che non c’è”… stop! E lui dice: “Mille giorni di te e di me”, e c’è soltanto la voce. Tutti gli strumenti si fermano, e ripartono dopo. Succede di tutto, in questo momento. Si ferma tutto, e il fatto di fermare tutti gli strumenti e di dire “Mille giorni di te e di me” fa percepire che quel momento lì è importante, perché non c’è più niente: c’è soltanto la sua voce. E subito dopo ritornano tutti gli strumenti, come ad esagerare, ad amplificare l’impatto [segue ascolto di questo punto della canzone]. Punto fermo… nota lunga… questo, è! Un cambio di tonalità… qui la voce va su… è difficilissima da cantare, non ce la fa nessuno, nemmeno lui adesso: la fa cantare al pubblico.

E quindi il momento cruciale è quello lì. Questo è un capolavoro di canzone, non solo perché è una canzone romantica ecc, ma anche per queste tecniche di composizione. Uno magari non ci pensa, però… In realtà, però, è una canzone drammatica, perché parla di un amore che è finito, infatti lui in alcune versioni dal vivo aggiunge nel finale questa parte che diventa molto aggressiva. Perché? Perché parla di una storia d’amore che finisce. Quindi, ecco che qua torna il tema del dolore, che è centrale nel disco. Il tema del dolore è la chiave di lettura di tutto il disco. Ci sono altre canzoni [che trattano questo tema] – naturalmente non c’è modo di vederle tutte – però anche questa canzone, una canzone d’amore, parla di un amore doloroso, però.

Toques do Caramulo – “Retoques”

6 ottobre 2011 in Il mio Portogallo, Recensioni, Segnalazioni

“Come dalle rocce granitiche della Serra di Caramulo sgorgano acque pure e cristalline, così dalle ugole e dalle fisarmoniche dei nostri cantanti e delle nostre cantanti sono nate le melodie che state per sentire”. Con queste parole (qui opportunamente tradotte dal portoghese) si apre l’album “Retoques” dei Toques do Caramulo, il gruppo di musica tradizionale portoghese di cui vorrei parlarvi oggi. Questa apertura dell’album, declamata dal cantate Luís Fernandes, è un omaggio al modo in cui lo zio Américo Fernandes – che fu direttore della “Orquestra Típica de Águeda” – introduceva le esibizioni dal vivo. Partendo da quel punto di riferimento, i Toques do Caramulo riprendono il repertorio della tradizione per spingersi ben oltre.

Attenzione: generalmente quando si parla di musica tradizionale portoghese viene immediatamente in mente il fado, canto popolare nato a Lisbona, poi trasformatosi a Coimbra in una versione “colta”. La musica dei Toques do Caramulo non ha nulla a che vedere con il fado. Piuttosto, fa riferimento alle antiche canzoni delle montagne della Serra di Caramulo (a cui appunto si ispira il nome del gruppo, ovvero “Musicisti di Caramulo”) per rinnovarle radicalmente. Alla base di tutto c’è una ricerca sul repertorio che è stata effettuata presso associazioni musicali locali come l’”Orquestra Típica” e il “Cancioneiro de Águeda“. In questo modo, brani tipici della tradizione assumono una veste nuova, venendo  rivisitati in chiave più attuale. Un perfetto esempio può essere il brano “Trigueirinha”, che potete ascoltare qui sotto prima in una versione tradizionale (eseguita dall’Orquestra Típica de Águeda) e poi nella versione arrangiata dai Toques do Caramulo.

Rispetto alla mera riproduzione di ciò che offre la tradizione, qui c’è una rivisitazione creativa del repertorio popolare che passa attraverso nuovi arrangiamenti (realizzati in gran parte da Luís Fernandes), pur senza rinnegare le origini che anzi vengono rivendicate orgogliosamente.

In questo secondo album, che segue l’album dal vivo “Toques do Caramulo… é ao vivo!” (2007), ci sono anche diverse collaborazioni: con il coro infantile EMtrad’, Sara Vidal (cantante del gruppo Luar na Lubre), Joao André Lourenço e David Fernandes, che offrendo il loro contributo rendendo ancora più piacevole l’ascolto di un disco già di per sé godibilissimo. L’allegria delle musiche, insomma, riesce a ricreare (pur in uno studio di registrazione), l’atmosfera di festa che si crea ai concerti dei Toques do Caramulo.

Anni fa ho avuto il piacere di partecipare ad alcune di quelle feste-concerto, e avendone ancora vivo il ricordo, mi fa piacere tornare a parlare di questo gruppo a distanza di qualche anno da un mio post precedente. Se vi capita di andare a fare un giro in Portogallo, passate da Águeda e visitate quei simpaticissimi matti dell’associazione culturale D’Orfeu: lì troverete il quartier generale dei Toques do Caramulo. E magari, con la compagnia di un bicchiere di vino rosso, quasi senza rendervene conto vi potreste trovare nel bel mezzo di una festa!

GRATIS il Pdf del libro su “Oltre”, fino al 10 ottobre 2011.

29 settembre 2011 in claudio baglioni, Oltre

 

Promozione! Fino al 10 ottobre 2011 potete scaricare GRATIS il Pdf del mio libro “Oltre – Storia e analisi del capolavoro di Claudio Baglioni“. Per scaricare gratis il file, andate sulla pagina di Lulu.com cliccando il bottone qua sotto:

[button link="http://www.lulu.com/product/file-download/oltre-storia-e-analisi-del-capolavoro-di-claudio-baglioni/15059649" bg_color="#e6342e" border="#c91e18" window="yes"]Scarica GRATIS[/button]

Se vi piace il libro, vi sarei grato se voleste parlarne in giro, e condividere su Facebook e Twitter. Buona lettura!

Mappa europea dei festival musicali estivi.

27 settembre 2011 in Musica dal vivo, Pensieri e parole


Visualizza Summer music festivals in Europe in una mappa di dimensioni maggiori

Sto creando una mappa per tenere traccia dei festival musicali estivi in giro per l’Europa, e se ne avete voglia vi invito a prenderne parte e ad inserire i vostri festival preferiti. Nessuna barriera di generi musicali. Rock, pop, jazz, etnica, classica, alternativa, elettronica, metal… qualsiasi genere musicale va bene. Dunque, aggiungete un segnaposto nel luogo in cui si trova il festival che volete segnalare e aggiungere le informazioni di base richieste (possibilmente in inglese), su modello di quelli già inseriti: nome del festival, periodo in cui si svolge (solo festival estivi!), genere musicale e sito internet ufficiale del festival.

Perché fare una mappa del genere? Beh, perché può essere una bella idea fare un giro per l’Europa (magari con un interrail) avendo come meta di ogni tappa un bel festival musicale, no?

Materadio – Terza giornata

25 settembre 2011 in Musica dal vivo, Musica ed eventi a Matera, News

Marianna Pizzolato a Materadio

Marianna Pizzolato a Materadio

La terza ed ultima giornata di Materadio si è svolta interamente all’interno della Casa Cava, nella quale la trasmissione File urbani ha ospitato Guitar Republic, un trio chitarristico difficilmente catalogabile in un genere musicale ben preciso. Ironizzando su ciò, i tre musicisti (Pino Forastiere, Stefano Barone e Sergio Altamura) hanno invitato gli ascoltatori a dar loro suggerimenti su come poter definire la loro musica: tentando la difficile impresa, si potrebbe dire che la loro musica contiene elementi di rock, improvvisazione, minimalismo ed echi mediterranei.

Al concerto del trio ha fatto seguito la trasmissione Uomini e profeti, ma a questo punto va fatto notare come dopo il successo crescente della prima e della seconda giornata, molte persone siano rimaste fuori dalla Casa Cava, dovendo aspettare che qualcuno uscisse per poterne prendere il posto.

La conclusione della manifestazione è stata affidata alla musica colta, prima con un concerto del pianista Emanuele Arciuli che ha eseguito musiche di Grieg, Liszt, Gershwin e Bartók, e poi con il mezzosoprano Marianna Pizzolato che, ospite del programma La Barcaccia, ha scherzato con i due conduttori Michele Suozzo ed Enrico Stinchelli, veterani di Radio3. Nel video sottostante Marianna Pizzolato esegue l’aria “Il segreto per esser felici”, tratta dall’opera “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti, e proprio questa interpretazione ha chiuso in bellezza la festa di Radio3 a Matera.

 

Leggi tutti i miei post su Materadio:

Materadio. Tre giorni di musica a Matera con Radio3

Materadio – Prima giornata

Materadio – Seconda giornata (con Franco Battiato)

Materadio – Terza giornata (questo post)

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