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Il nuovo pop “classicizzato” e la tendenza autodistruttiva della discografia.

5 settembre 2011 in News, Pensieri e parole, Punti di vista

Deutsche Grammophon logo

Tori Amos pubblicherà il suo prossimo album – “Night of hunters” – il prossimo 20 settembre, per l’etichetta Deutsche Grammophon. Sono contento che stia per uscire un nuovo lavoro di un’artista che ammiro molto, però questa notizia mi ha in un certo senso turbato. Perché? Il motivo è che la Deutsche Grammophon è una storica e gloriosa etichetta di musica classica, ed è evidente che Tori Amos non rientra certo in questo genere musicale. Dunque, l’idea di far rientrare un’artista pop come Tori Amos nel catalogo classico della Deutsche Grammophon ha evidentemente motivazioni prettamente commerciali, come già avvenne per l’acquisizione di Elvis Costello e Sting.

Vogliamo provare a fare una riflessione su cosa significhi tutto questo? Proviamo. Sia Tori Amos, che Elvis Costello, che Sting, prima di pubblicare per la Deutsche Grammophon incidevano per etichette appartenenti al gruppo Universal Music. Anche la Deutsche Grammophon, però, appartiene allo stesso gruppo, e dunque il passaggio di etichetta è in realtà un passaggio “interno” alla stessa casa discografica. Perché, dunque, fare questi spostamenti interni? Per il “marketing”, è ovvio! Accostando questi nomi molto popolari al marchio Deutsche Grammophon, c’è una chiara intenzione di voler far incuriosire i numerosi fan di questi artisti, che magari andranno ad informarsi meglio su cosa sia questa etichetta discografica specializzata in musica classica, e magari potrebbero comprare persino qualche disco. Questo – ovviamente – nei sogni dei discografici che, dopo aver miseramente fallito nel dare alla gente ciò che la gente vuole, si illudono ancora di poter condizionare i gusti del pubblico con questi giochetti da manager da quattro soldi.

Il fatto è che la gente vuole semplicemente buona musica. Punto. Ora, con internet, la vuole anche gratis. E allora come si fa a convincere la gente a pagare per avere qualcosa che può avere gratis su internet? Offrendo un valore aggiunto, qualcosa che è intangibile, eppure concretissimo: la qualità. Soltanto la qualità della musica può salvare un’industria discografica che è ormai sulla via dell’estinzione. Il fatto di riconoscere un valore alto alla musica che si sta ascoltando è la motivazione che può spingere a spendere dei soldi per essa, a voler tornare ad avere un oggetto fisico (cd o addirittura vinile) per “avere” quella musica. Se la musica, però, viene ridotta semplicemente a merce da consumare, con un ricambio continuo di artisti e di canzoni fatte per non durare, allora è ovvio che i primi a negare valore al loro “prodotto” sono gli stessi discografici. La generazione dei nativi digitali, che non ha mai avuto a che fare con un disco in vinile e che raramente fa uso di cd, considera generalmente la musica come un passatempo, ma raramente la musica viene vista come qualcosa di più importante, come invece accadeva per i loro coetanei degli anni ’60, ’70 e anche ’80, quando mettere sul piatto un disco di Jimi Hendrix o dei Led Zeppelin non era un mero passatempo, o giusto un sottofondo musicale, ma un segno di vicinanza ad una ben precisa filosofia di vita.

Se dunque i discografici scomodano popstar come Tori Amos, Elvis Costello e Sting per promuovere la musica classica, ciò significa che non hanno alcuna intenzione di investire in ciò che, insieme alla qualità, porta risultati sul lungo periodo: l’educazione musicale. Le case discografiche supportano i talent show, con le loro pseudo-scuole per artisti, diffondendo un’idea malata di cosa si intenda per “talento”. Non si confrontano, invece, con chi l’educazione musicale la fa sul serio, e cioè con i conservatori, le accademie musicali e tutte quelle scuole di musica sparse sul territorio che costruiscono il talento dei ragazzi in anni e anni di studio, e non in una stagione televisiva. Immaginare di avvicinare nuovi ascoltatori alla musica classica attraverso alcune star del pop è dunque un approccio talmente stupido da far auspicare il fallimento delle major discografiche come un avvenimento da concretizzarsi al più presto. Perlomeno, quando i manager della musica si saranno auto-distrutti, i musicisti avranno il controllo totale sulla musica e sulla sua distribuzione, e il pubblico potrà scegliere secondo i propri gusti e non secondo (il)-logiche di marketing imposte dall’alto. A quel punto, i musicisti pop faranno i musicisti pop, i musicisti classici faranno i musicisti classici, e chi vorrà mescolare generi musicali diversi lo farà e basta, senza che oscuri figuri incravattati appiccichino etichette improprie ai musicisti a seconda di come ritengano che il mercato possa reagire.

Aspettando “Radio Music Society”, il prossimo album di Esperanza Spalding.

30 agosto 2011 in News

Esperanza Spalding - Chamber Music Society / Radio Music Society

Il prossimo album di Esperanza Spalding dovrebbe vedere la luce all’inizio del 2012, e si intitolerà “Radio Music Society”, stando alle notizie ufficiali. Sul suo sito internet attualmente campeggia un’immagine con un doppio ingresso, raffigurato proprio con due porte, la prima delle quali indirizza al suo album “Chamber Music Society” – attualmente ancora in promozione – mentre la seconda, indirizzata a “Radio Music Society” ma bloccata, avvisa l’utente con questo messaggio: “Non ci sono ancora, qui. Per favore entra dalla porta a fianco. Non vedo l’ora di incontrarti!”.

Tra una sessione di registrazione e l’altra, Esperanza Spalding continua ad andare in tour tra Brasile e Stati Uniti continuando a promuovere il fortunatissimo “Chamber Music Society”, il suo terzo album, che nel febbraio 2011 le ha fatto vincere un Grammy Award nella categoria “Miglior artista esordiente”.

In attesa di poter ascoltare il suo nuovo lavoro, vi propongo l’ascolto di “Little fly”, il brano che apre l’album “Chamber Music Society”.

Quel Rokkaccio di Vasco Rossi.

22 agosto 2011 in Navigando qua e là, News, Pensieri e parole, Punti di vista, Segnalazioni

Vasco Rossi "Rokkaccio1"

Da qualche settimana a questa parte tutti sembrano prestare grande attenzione alla passione di Vasco Rossi per il web: televisioni e giornali (sia online che offline) rilanciano puntualmente i suoi “clippini”, ovvero quei video in cui il rocker si spoglia del suo mito per mostrarsi nella sua quotidianità di “social rocker“. Al di là dei commenti sul contenuto di ogni singolo video (non penso abbia grande importanza commentare: ognuno può trarre da sé le proprie conclusioni), la cosa interessante è il fatto stesso che un personaggio di questo calibro abbia deciso di mostrarsi per come è, nel bene e nel male. Penso che sia una scelta coraggiosa, molto rock, anche. De-mitizzare il mito, rendere quotidiano un personaggio pubblico che normalmente viene percepito come lontano e inaccessibile nella sua sfera privata, è un’altra delle grandi possibilità offerte da internet. Chiunque – famoso o no, mito o non mito – può mettersi in gioco di fronte ad una platea di fan (reali o potenziali), e creare il suo show per i suoi ammiratori. Che si tratti di Vasco Rossi sotto lo pseudonimo di “Rokkaccio1” su YouTube, oppure di un pinco pallino qualsiasi che parla dei suoi interessi, su internet c’è spazio per tutti, purché si abbia qualcosa da dire. La rivoluzione della rete consiste in questo: nel dare spazio a chi altrimenti non ne avrebbe avuto, ma anche nel dare, a chi la popolarità già ce l’ha, la possibilità di esporsi in maniera completamente nuova. Questa cosa Vasco Rossi l’ha capita benissimo, e tutti ora parlano di lui e dei suoi clippini. Ah, quel Rokkaccio di un Vasco…!

Morta Amy Winehouse.

23 luglio 2011 in News

Amy WinehouseAmy Winehouse è stata trovata morta nel suo appartamento a Londra, a Camdem Square. La notizia è stata data da SkyNews poco fa. La polizia ha confermato il decesso, che è avvenuto per cause al momento ancora sconosciute.  Un’ambulanza era stata chiamata dopo le ore 16.00 (le 17.00 in Italia), ma non è arrivata in tempo per salvare la cantante ventisettenne. Amy Winehoouse recentemente era stata costretta ad annullare il suo tour per problemi di alcol: avevo accennato a questo fatto in un precedente post, ma ovviamente questa notizia non può che suscitare grande shock in tutti gli appassionati di musica.

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