È morto Charlie Haden, e io lo ricordo così...Charlie Haden
Ho da poco saputo la notizia della morte di Charlie Haden, e da amante della sua musica non posso che esserne profondamente colpito. Non starò qui a ricordarne la biografia e la musica, visto che su internet c'è abbondanza di materiale. Chiunque ami il jazz conosce ciò che ha fatto, e avrà senz'altro un suo personale ricordo legato a questo o a quel disco di questo grande musicista. Io ho almeno un paio di ricordi. Il primo è legato ad un concerto molto suggestivo alla Cascata delle Marmore a cui ho avuto la fortuna di assistere nel 2005, nell'ambito del festival Terni in Jazz. Il secondo è invece un brano di struggente bellezza che mi ha accompagnato per diverso tempo e che vorrei farvi ascoltare, pur non essendo probabilmente tra quelli più significativi della sua produzione. Si tratta di una registrazione con il suo Quartet West, tratta dall'album Always say goodbye... read more ❯
L'estetica della ripetizione nella musica di Nik Bärtsch.Nik Bärtsch
Nik Bärtsch è un pianista e compositore svizzero con una interessante visione filosofica della musica, che è intensamente basata sulle ripetizioni. Ha suonato ieri a Varsavia, al festival Warsaw Summer Jazz Days, presentando il suo progetto Ronin, in cui ha suonato con Kaspar Rast (batteria), Thomy Jordi (basso) e Sha (clarinetto basso). Avendo avuto la possibilità di intervistarlo gli ho fatto qualche domanda sulla sua particolare visione della musica. Qui sotto trovate il video con l'intervista e alcuni momenti del concerto.La tua musica è fortemente basata sulle ripetizioni: ti descriveresti come un “minimalista”?«Ciò non ha influenza: è una strategia musicale a cui siamo interessati come gruppo. Non suoniamo dei loop come nella musica elettronica, ma suoniamo musica ripetitiva, quindi lavoriamo tanto con gli schemi e gli incastri, e questo flusso che si sviluppa quando si suonano le ripetizioni è qualcosa a cui siamo molto interessati nel risultato che otteniamo come groove,... read more ❯
Gli SBB inaugurano il Warsaw Summer Jazz Days a Varsavia (senza Michał Urbaniak, ricoverato in ospedale).
Gli SBB (acronimo di Silesian Blues Band), sono un gruppo polacco di rock progressivo molto famoso in Polonia negli anni ’70. Dopo una serie di scioglimenti e di cambi nella formazione del gruppo, sono tornati a suonare regolarmente dal 2000, e ieri sera hanno aperto il festival Warsaw Summer Jazz Days a Varsavia, suonando al Soho Factory, un ex complesso industriale recuperato come spazio per l’arte e il design.Insieme al gruppo avrebbe dovuto esibirsi anche Michał Urbaniak, grande violinista e sassofonista jazz, che però ha dovuto annullare il concerto a causa di una grave bronchite che lo ha costretto a un ricovero in ospedale. Le sue condizioni di salute sembrano comunque migliorare e presto dovrebbe essere dimesso dall’ospedale, dopodiché - dopo un periodo di riposo - potrà riprendere la sua attività musicale. read more ❯
La magia italiana nelle canzoni di Jarek Wist.
Con una grande passione per l'Italia, Jarek Wist canta in Polonia (e in polacco) canzoni che sono state per lo più ispirate dalle melodie italiane degli anni Cinquante a Sessanta, e dallo stile di vita italiano. Ora sta promuovendo il suo ultimo album Jest Zapizane con una serie di concerti in Polonia. Tempo fa l'ho incontrato in occasione di un suo concerto a Varsavia e ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con lui. Vi propongo dunque il video con alcune immagini del concerto insieme alla mia intervista.Quando e in che modo è nata questa tua passione per l'Italia?«Quattordici anni fa sono andato in Italia con la mia classe di scuola, siamo andati a visitare le città più importanti d'Italia. La prima città era Venezia - col pullman. Subito dopo essere uscito dal pullman, ho sentito un odore: "Cucina! Ma cos'è?!?" (io sono un ghiottone, uno che mangia sempre). Poi questi... read more ❯
Bobby McFerrin al Festival International de Jazz de Montréal del 2005 (concerto completo).
Bobby McFerrin, si sa, è uno che con la voce può fare tutto e anche di più: melodia, basso e ritmo tutto contemporaneamente, raggiungendo al contempo note "impossibili" grazie alle sue quattro ottave di estensione vocale. Ieri sera, al festival Ogrody Muzyczne di Varsavia, ho assistito alla proiezione di un suo concerto tenuto al Festival International de Jazz de Montréal nel 2005, in cui improvvisazione totale, ironia e un intenso confronto con il pubblico sono elementi che, fusi insieme, danno vita ad una performance incredibile, come sempre è nel caso di questo grande artista. Nel corso dello spettacolo, Bobby McFerrin ha duettato (sempre improvvisando) con ottimi artisti incontrati per l'occasione, e che vi segnalo proprio perché li ho trovati tutti molto interessanti: Evelyne Lamontagne (artista circense), Jorane, Richard Bona, Tamango (ballerino di tip tap) e Le Grand Chœur de Montréal.Nel complesso, si tratta di un concerto incredibile che vi consiglio caldamente di gustarvi... read more ❯