Il blog di Gianni Togni
Non ho mai prestato grande attenzione alla produzione di Gianni Togni, né quando aveva grande successo durante gli anni '80, né a maggior ragione ora che non gode più di molta considerazione da parte dei media. Dichiaro candidamente di non conoscere la sua produzione - se non giusto per alcuni dei suoi più grandi successi - e per quel pochissimo che ho potuto ascoltare delle sue nuove canzoni, attraverso i frammenti disponibili sul suo sito, posso dire che mi sembra che ci sia stata una certa evoluzione. Ammetto, comunque, di sapere ben poco di lui e della sua musica. Dunque, perché ne parlo qui adesso? Il fatto è che attraverso imponderabili collegamenti da un sito all'altro sono finito sul suo blog, dove ho trovato una serie di post sui mali della discografia nei confronti della musica, degli ascoltatori e, sostanzialmente, di sé stessa. Il punto di vista di Gianni Togni e... read more ❯
Intervista ai Tenores di Bitti "Mialinu Pira"
Ieri sera ho assistito ad un concerto dei Tenores di Bitti "Mialinu Pira", che hanno eseguito con la tipica polivocalità del canto a tenore alcune musiche tradizionali della Sardegna, sia sacre che profane. Il concerto, organizzato dal Festival Duni e dalla Polifonica Materana "Pierluigi da Palestrina", si è tenuto a Matera nel suggestivo chiostro de "Le Monacelle". Prima di invitarvi all'ascolto dell'intervista ai Tenores, vorrei fornire alcune informazioni su questo stile vocale così particolare facendo uso delle parole di un mio illustre maestro, l'etnomusicologo Roberto Leydi. A proposito del canto a tenore della Barbagia, ognuno dei quattro cantori che formano il complesso polivocale viene descritto per il suo ruolo: «Il primo di essi, sa boghe, [...] declama e canta le sillabe con uno stile di emissione di voce "tremolato", si tratta di una "declamazione sillabica". [...] Non appena l'"esposizione" del canto è terminata - e la sua durata è legata al... read more ❯
Maria Rita
In questi giorni sto ascoltando molta musica brasiliana, e in particolare una cantante che purtroppo in Italia non è molto conosciuta (dubito persino che sia distribuita), se non dagli appassionati del genere. Il suo nome è Maria Rita, è figlia della grande Elis Regina, ed è molto famosa in Brasile e nei paesi di lingua portoghese. Io l'ho scoperta appunto durante la mia permanenza in Portogallo, due anni fa, dove la musica brasiliana ha ovviamente grande seguito. Maria Rita si inserisce nel filone della canzone d'autore brasiliana (interpretando, tra gli altri, brani di Milton Nascimento, Chico Buarque, e di suo padre Cesar Camargo Mariano), e veste le sue canzoni di arrangiamenti impeccabili suonati da ottimi musicisti. L'espressività della sua voce completa la magia della musica che ne esce fuori: una musica fresca, appassionatamente gioiosa. Chi volesse approfondire la conoscenza di questa grande cantante può farlo agevolmente attraverso internet: suggerirei, per cominciare, una... read more ❯
La "Banda Larga" di Gilberto Gil, aperta alle nuove tecnologie
Il tour europeo "Banda Larga" di Gilberto Gil sta toccando in questi giorni l'Italia (dopo Palermo e Taormina, sarà il 15 luglio a Perugia - ad Umbria Jazz, con Carlinhos Brown - e il 27 a Milano). La cosa interessante, oltre alla possibilità di poter ascoltare dal vivo un grande della musica brasiliana, è che chiunque lo voglia è autorizzato a fotografare, registrare e riprendere in video tutto ciò che lo spettacolo propone. Una rivoluzione, se si pensa alle restrizioni che normalmente sono in vigore ai concerti. Inoltre, Gilberto Gil invita a rendere disponibile su internet il materiale prodotto, in barba a chi si ostina a voler vedere nella musica diffusa in rete un grande pericolo. All'età di 65 anni il grande artista brasiliano (che dal 2003 è anche Ministro della Cultura nel suo Paese) sembra aver capito molto meglio delle major dell'industria musicale cos'è che la gente veramente vuole,... read more ❯
Se Keith Jarrett fa i capricci...
È raro che un artista non abbia rispetto per il suo pubblico, quantomeno platealmente (dei pensieri intimi non si può sapere). Eppure, qualche giorno fa, Keith Jarrett ad Umbria Jazz l'ha fatta davvero grossa. Non si può, in pubblico, definire "dannata" la città che ti ospita per suonare. Nemmeno se sei Keith Jarret. Proprio giorni fa, a proposito di un concerto di Sergio Caputo, mi lamentavo, invece, della maleducazione del pubblico, piuttosto distratto e rumoroso in quell'occasione. In un caso del genere, comunque, il pubblico manifesta semplicemente una scarsa partecipazione all'evento. Se l'artista non riesce ad essere coinvolgente (per qualsiasi ragione), il pubblico può benissimo esercitare il suo diritto di critica anche fischiandolo. Dopotutto, in molti casi, avrà pagato anche un biglietto... A proposito di jazz e di contestazioni da parte del pubblico, come possono non venire alla mente i pesanti dissensi (chiamiamoli così...) che Ornette Coleman subì negli anni '60?... read more ❯