Intervista a Roy Paci
Roy Paci sta promuovendo un'iniziativa che penso possa interessare a molti musicisti, e che dunque voglio segnalare. Esiste un paesino in provincia di Campobasso che fino a non molto tempo fa si stava spopolando e i cui abitanti erano prevalentemente anziani. Il paesino si chiama Provvidenti, ed oggi è la città della musica: infatti le case abbandonate sono state occupate da un gruppo di giovani musicisti che ora vive fianco a fianco con gli anziani, contenti di vedere finalmente un po' di movimento. I musicisti vivono lì gratuitamente e hanno a disposizione spazi e strutture per produrre la loro musica. L'iniziativa, promossa dall'agenzia KomArt, ha coinvolto Roy Paci come testimonial, e ha avuto vasta promozione grazie ad un servizio realizzato dal programma televisivo Le Iene (guarda il video). Nei giorni scorsi Roy Paci ha suonato a Matera insieme alla Lucanian Big Band, in un concerto organizzato dall'associazione Jazzing, dunque ne ho approfittato per... read more ❯
Ari Hoenig e Manu Katché: due batteristi a confronto.
Durante una serata del Terni in Jazz Grand Tour di quest'anno ho assistito a due concerti che si sono susseguiti uno dopo l'altro. Per ciò che mi riguarda, l'attesa e la curiosità erano tutte rivolte a Manu Katché, che suonava nel secondo set. Non avevo mai prestato un'attenzione particolare al suo modo di suonare, ma avendo occasione di ascoltarlo dal vivo, ero davvero incuriosito da questo "fenomeno", pupillo di Peter Gabriel nell'album "So" del 1986 e da allora diventato turnista di lusso nel circuito pop/rock a livello mondiale. Prima di lui, comunque, suonava un altro gruppo, che comprendeva il batterista statunitense Ari Hoenig. Il primo set è stato incredibile: il trio di Hoenig ha fatto tutto e il contrario di tutto, in un proliferarsi di virtuosismi a catena, per una musica vibrante che ha entusiasmato il pubblico. Tre alieni, insomma. Hoenig, nel caso specifico, ha fatto spettacolo con controtempi e fantasie... read more ❯
Bojan Z - "Xenophonia"
Bojan Zulfikarpasic - per gli amici Bojan Z - è un pianista sorprendente. Non tanto per la tecnica, pur ottima, quanto per la sua idea di musica, che partendo dal jazz abbraccia e mescola con assoluta disinvoltura generi musicali assai diversi, come il rock e la musica balcanica. Il risultato di questa ricerca musicale di grande freschezza è inciso nel suo ultimo CD intitolato "Xenophonia" (vincitore, in Francia, del premio Les Victoires du Jazz 2007), in cui spicca, tra le altre cose meravigliose, una sorprendente versione di "Ashes to Ashes" di David Bowie. Per come lo si è visto sul palco del Terni in Jazz Grand Tour, invece, ciò che colpiva maggiormente era la sua strumentazione: un pianoforte circondato da due Rhodes, uno dei quali collegato ad un amplificatore per chitarra elettrica che, ovviamente, stravolgeva il suono dello strumento. Nell'appoggiare il leader hanno fatto un ottimo lavoro anche gli altri due... read more ❯
Grand Tour Jazz Fest
Terni chiama, e io rispondo. Anche quest'anno, come è ormai tradizione, seguirò i concerti del Terni in Jazz, che per questa edizione cambia veste e diventa Grand Tour Jazz Fest. I nomi interessanti, come al solito, sono parecchi (Bobby Watson, Manu Katché, Stefano di Battista, Ernst Reijseger, per citarne solo alcuni) e sicuramente ci saranno buone vibrazioni. Ormai, però, ci si va soprattutto per il "clima" di amicizia e spensieratezza che si è creato con alcune persone che come me hanno preso questo evento come un appuntamento fisso annuale. Il buon Luciano Vanni, inoltre, quest'anno ha organizzato anche il primo incontro tra tutti gli iscritti dei vari corsi da lui organizzati dal 2001 ad oggi (a cui ho partecipato proficuamente nel corso di alcune edizioni). Con queste premesse, è possibile mancare? Per me, no. read more ❯
Intervista a Enrico Pieranunzi
Con molti mesi di ritardo pubblico oggi un'intervista a Enrico Pieranunzi realizzata lo scorso novembre, in occasione di uno splendido concerto che il grande pianista romano ha tenuto alla Saalbau di Francoforte. In quella circostanza suonava in trio con Luca Bulgarelli (che sostituiva Pietro Ciancaglia al contrabbasso) e Walter Paoli (batteria), e chiaramente non mi sono lasciato scappare l'opportunità di andarlo a sentire e di scambiare quattro chiacchiere a fine concerto. Oltretutto, vivendo in quel periodo a Francoforte da alcuni mesi, c'era in più anche una motivazione di orgogliosa italianità che (nonostante tutto) spuntava fuori di fronte al talento di un artista del genere. L'intervista, dunque, si è svolta toccando temi "europei", paragonando il jazz nostrano a quello internazionale. Una nota va fatta a proposito della qualità dell'audio, che purtroppo non è molto buona a causa di alcune interferenze elettriche e che mi ha fatto titubare fino ad ora sull'opportunità o meno... read more ❯